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Le zone umide

Con questa terminologia si definiscono tutti quegli ambienti, ad esclusione del greto del fiume, caratterizzati dalla presenza di acque ferme o poco correnti.
Nel Parco questa situazione è riconducibile a varie tipologie.
 
Rami secondari del fiume: parti del fiume che vengono alimentate dagli eventi di piena e tendono nel tempo a prosciugarsi. La corrente debole fa si che il limo si depositi sul fondo, favorendo la crescita di organismi vegetali. Molte specie di limicoli e di aironi si cibano nelle acque basse.

Canali: solitamente creati per scopi irrigui, sono spesso contornati da boschetti di Ontani e Salici e sono caratterizzati da presenza di canneto e di altri vegetali come carici e tife. Sulle rive scoscese e più nascoste spesso nidifica il Martin pescatore

Laghi di ex cave: l’attività estrattiva tesa al prelievo di ghiaia dal suolo, sovente arriva a scoprire la falda acquifera determinando la formazione di veri e propri laghi dalle acque più o meno profonde.
A seconda delle diverse profondità si creano con il tempo degli ambienti di palude formati da una abbondante vegetazione di idrofite (Brasca comune, Mestolaccia), e di tantissime altre specie vegetali legate all’acqua: Tifa, Carice, Cannuccia di palude.
La ricchezza della vegetazione attira un gran numero di uccelli che vi si nascondono e trovano nutrimento.


 

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creato: martedì 6 dicembre 2005
modificato: mercoledì 7 dicembre 2005