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Gli ambienti

Il Parco del Taro si estende per 20 km da Ponte Taro fino a Fornovo, nel tratto di alta pianura del fiume.
 
L’ampio alveo divaga e l’acqua corrente guadagna il suo percorso in un materasso di ghiaia.
Le rive del corso d’acqua sono in generale sopraelevate dal letto e presentano una copertura vegetale a mosaico.
Ampie superfici hanno una prevalente copertura erbacea, con essenze di ambienti asciutti, talvolta addirittura predominano le specie di terreni marcatamente aridi. Queste praterie sono spesso intervallate da arbusti dispersi talora aggregati in macchie più o meno dense che, localmente, possono dare luogo a formazioni di fitte boscaglie.
 
Laddove il suolo è più profondo e i sedimenti dei terrazzi che orlano il margine del corso d’acqua corrispondono alle alluvioni più antiche, si rinvengono boschi con piante ad alto fusto che svettano con le loro chiome sul paesaggio fluviale.
In questa fascia più arretrata rispetto all’alveo, l’attività umana si è maggiormente sviluppata e diverse superfici sono occupate da terreni agricoli destinati prioritariamente alla coltura delle foraggiere per l’alimentazione bovina e per la produzione del Parmigiano-Reggiano.
 
Il territorio del Parco può essere suddiviso in una successione di ambienti che nel loro insieme costituiscono l’ecosistema fluviale del Taro:
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creato: lunedì 5 dicembre 2005
modificato: martedì 19 maggio 2009