Il Parco si estende attorno al fiume Taro nel suo tratto di alta pianura. L’ampio alveo divaga e l’acqua corrente guadagna il suo percorso in un materasso di ghiaia. Le rive del corso d’acqua sono in generale sopraelevate dal letto e presentano una copertura vegetale a mosaico.
Ampie superfici hanno una prevalente copertura erbacea, con essenze di ambienti asciutti, talvolta addirittura predominano le specie di terreni marcatamente aridi. Queste praterie sono spesso intervallate da arbusti dispersi talora aggregati in macchie più o meno dense che, localmente, possono dare luogo a formazioni di fitte boscaglie.
Laddove il suolo è più profondo e i sedimenti dei terrazzi che orlano il margine del corso d’acqua corrispondono alle alluvioni più antiche, si rinvengono boschi con piante ad alto fusto che svettano con le loro chiome sul paesaggio fluviale.
In questa fascia più arretrata rispetto all’alveo, l’attività umana si è maggiormente sviluppata e diverse superfici sono occupate da terreni agricoli destinati prioritariamente alla coltura delle foraggiere per l’alimentazione bovina e per la produzione del
Parmigiano-Reggiano. Lungo i 20 Km di fiume che, da entrambe le rive, accompagnano il nastro fluviale si snodano i
10 sentieri attrezzati per favorire la visita del Parco. Lo sviluppo principale della sentieristica in riva destra è da collegarsi ad una maggiore estensione della fascia rivierasca del parco.
Questi percorsi sono stati ricavati utilizzando tracce preesistenti della rete viaria utilizzata per le attività estrattive e una rete di piste prodotta nel tempo dal ripetuto passaggio umano.
I territori sono tuttavia solo parzialmente pubblici per cui non è stato facile ricavare sentieri con uno sviluppo continuo. In generale, solo le aree adiacenti il corso d’acqua sono libere da vincoli di proprietà e quindi disponibili per la fruizione.
I percorsi ricavati in prossimità delle rive, permettono una visione paesaggistica più affascinante ma, nello stesso tempo, possono essere soggetti a rimaneggiamenti e modifiche al fine di mantenere un franco di sicurezza rispetto al fiume che ha notevoli portate autunnali.
In estate il problema più rilevante può essere invece l’alta temperatura e il forte irraggiamento solare ed allora risulta utile portarsi un "copricapo" e una "borraccia".
Si consiglia di percorrere i tracciati in momenti diversi dell’anno perché la natura cambia moltissimo e le emozioni che si provano possono essere differenti. Per avere maggiori soddisfazioni è bene dotarsi di
un "binocolo" ed un "manuale" per il riconoscimento degli uccelli.
Per chi vuole saperne di più, si possono prenotare visite guidate e ricevere depliant e opuscoli semplicemente contattando la sede del parco.